Fragole, pistacchi, ricotta e formaggi, nespole, carciofi, pesce spada e ogni prelibatezza. Da marzo a ottobre il territorio etneo è un trionfo di sapori imperdibili. Ma anche l’occasione per conoscere paesi e piccoli borghi.

L’aria di primavera siciliana si espande già a marzo, con la “Sagra del Carciofo” di Ramacca. La specialità più pregiata è il “violetto Ramacchese”, che ha quasi le sembianze di un fiore che hai modo di assaggiare in tutte le ricette proposte nelle lunghe tavolate al centro del paese.

Un consiglio: soffermati a degustare i paccheri al forno con carciofi e scamorza affumicata, le mezze penne con crema di carciofi e pancetta affumicata, le casarecce ai cuori di carciofo e grana padano o il risotto alla crema di carciofo e zucca gialla.

L’aspetto culturale: una sosta più lunga ti permetterà di visitare il Parco Archeologico che racchiude i resti di un villaggio preistorico e i ruderi di un centro siculo-greco, compresa la Chiesa di San Giuseppe, con annesso l’ex convento dei Cappuccini, che conserva una reliquia di Padre Pio.

Nel mese di aprile spingiti sino a Vizzini e non rinunciare alla tradizionale “Sagra della Ricotta e del Formaggio”. Il sapore della ricotta fresca ti lascerà impressa, oltre alla dolcezza del palato tra cannoli, dolci e torte, anche l’immagine di una terra ricca di storia.

L’aspetto culturale: non rinunciare ad assistere all’antica fase della mescita in Piazza Marconi e poi lasciatevi trasportare nella Sicilia verghiana di fine 800. Visita il borgo della Cunziria, dove l’incanto delle colline e dei fichi d’india vi proietterà nelle scene delle più belle novelle del Verga.

A cavallo tra le province di Catania e Messina una tappa la merita Calatabiano, dove nel mese di maggio si svolge la “Sagra dedicata alle nespole”, frutto di qualità superiore del territorio che hai modo di degustare negli accoglienti stand allestiti in paese.

L’aspetto culturale: l’occasione è propizia per visitare il castello di Calatabiano, al quale si arriva percorrendo una suggestiva strada di pietra, dove la natura ti metterà a stretto contatto con fichi d’india, mandorli e ulivi.

 

Se il tuo soggiorno cade nel mese di giugno, allora è Maletto una delle mète da visitare per partecipare alla colorata e festosa “Sagra della Fragola”. Dedica almeno un pomeriggio a questo piccolo e antico borgo, a 60 km circa da Catania. Lungo tutto il centro storico sarai avvolto dal profumo di fragole e fragoline di bosco, da degustare al naturale o in gelati, dolci e granite artigianali. Dimentica le calorie e assapora una fetta della torta gigantesca che domenica, a chiusura della Sagra, i maestri pasticceri hanno il piacere di offrire a tutti i visitatori. Prima però concediti un assaggio del risotto alla fragola, un connubio di sapori tutto da scoprire. Lasciate Maletto con il ricordo di una colorata fragolina che giovani artisti, se vuoi, dipingeranno sui vostri volti.

L’aspetto culturale: vale la pena approfittare delle visite guidate alla Rocca del Castello e al Museo civico.

Acitrezza nei mesi di giugno e luglio dedica diversi week end alla “Sagra del Pesce Spada”. Gusta il pesce appena pescato dalle spadare e cucinato semplicemente con olio, origano e sale allo Scalo di alaggio, nelle grandi griglie allestite dai cuochi del posto. Il profumo del mare nel vostro piatto si mescolerà al buon vino e al pane di casa.

L’aspetto culturale: lo scenario nel quale ti trovi è quello dei miti di Ulisse, con il Lungomare dei Ciclopi, i faraglioni e l’Isola lachea.

A cavallo tra i mesi di settembre e ottobre si svolge la regina delle sagre etnee che incorona il gioiello gastronomico di questo territorio: il pistacchio di Bronte, detto anche l’oro verde DOP. Maestri cuochi e pasticceri ti faranno degustare ricette squisite: gelati, torte, dolci, e ovviamente anche la pasta, i primi piatti e persino la salsiccia. Un consiglio: assaggia le pennette al pistacchio, divenuto piatto tradizionale della cucina siciliana, la “filletta”, ovvero il tradizionale dolce di Bronte e la pistacchiella, una sorta di nutella verde dal sapore paradisiaco. Per non perderti proprio nulla, chiedi nei tanti bar del percorso il caffè all’aroma di pistacchio.

Tutte le domeniche di ottobre, infine, si ha l’occasione di salire sull’Etna, per l’Ottobrata di Zafferana. Vale la pena andare per degustare i dolci tipici locali: sciatori, zeppole, paste di mandorla, foglie da tè, ma anche per bere un buon bicchiere di vino e assaggiare la mostarda, il miele, le mele, i fichi d’India, i melograni, le noci, le nocciole, le castagne e i funghi porcini del nostro Vulcano.