Se vi sfiorerà almeno una volta l’idea di mollare tutto e venire a vivere qui, non preoccupatevi. É un pensiero che ha sfiorato quasi tutti coloro che hanno visitato Ortigia.

E si sono innamorati perdutamente dei suoi ronchi, delle costruzioni chiare, dell’accoglienza della gente, del mare limpido, del panorama e della brezza, del fermento culturale e sociale che è possibile rintracciare nei suoi vicoletti.

L’isolotto di Ortigia è la parte più antica della città e fu il primo insediamento scelto dai Greci per la fondazione della colonia. Per la posizione geografica e la presenza di acque e sorgenti, questa terra fu mira di conquiste delle diverse dominazioni che si sono succedete: greci, romani, svevi, aragonesi e arabi la cui storia è tutt’oggi narrata dagli splendidi palazzi e dai monumenti incastonati nelle viuzze dell’isola. Dall’insediamento dei Greci, Ortigia ebbe grande importanza a livello politico e amministrativo. Se dopo l’unificazione d’Italia e soprattutto nei primi anni del secondo dopoguerra iniziò un lento e graduale abbandono del centro storico, oggi Ortigia è rifiorita e numerosi progetti di riqualificazione stanno riportando Ortigia al suo antico splendore.

Il nostro consiglio? Perdetevi tra i suoi quartieri più famosi: Bottari, Cannamela, Castello Duomo, Gancia, Giudecca, Graziella, Maestranza e Marina, ammirate le bellezze che questo luogo ha da offrire e scattate tante foto. Ad esempio, potrest partire dalla parte meridionale dell’isola, dove sorge il Castello Maniace. Tra i più importanti monumenti del periodo svevo, il castello costruito per volere di Federico II fu utilizzato come residenza e come edificio posto a difesa della città. Il castello fu danneggiato dal terremoto del 1693 e da altri eventi che ne modificarono la struttura originaria; oggi è visibile solo una delle quattro torri poste agli angoli del castello.

Continuando dal castello di Maniace, dirigendosi verso la parte occidentale dell’isola, incontrerete la Fonte Aretusa. La leggenda narra che la ninfa Aretusa fu trasformata in fonte dalla dea Artemide per proteggerla dal dio fluviale Alfeo che tentava di sedurla. Ma Alfeo deciso a non rassegnarsi, percorse il sottosuolo e riaffiorò nel porto grande accanto all’amata e oggi la fontana è luogo di ritrovo per i siracusani e le sue acque ospitano piante di papiro.

Poco distante troverete la Piazza Archimede, che mostra palazzi che riassumono la storia della città: architettura medioevale, gotica e barocca, presente anche nella vicina Via delle Maestranze, nonché palazzi rifatti in tempi più moderni mentre, al centro della piazza, può essere ammirata la fontana di Diana raffigurante la leggenda di Aretusa.

Alcune chicche da segnalarvi? La parte settentrionale dell’isolotto è animata dal folcloristico mercato di Ortigia, i cui colori, odori e suoni attirano il visitatore a ammirare le sue bancarelle.

E poi, non potrete non visitare al Tempio di Apollo, il più antico tempio dorico in pietra siciliano. Fu edificato nel VI secolo a. C. ma subì varie modifiche trasformato a seconda della religione dei dominatori: chiesa, moschea, di nuovo chiesa e caserma sotto il dominio degli aragonesi.