“[…] ci mettemmo per tempo in cammino e, cavalcando sui nostri muli con lo sguardo sempre rivolto all’indietro, ci portammo nella zona delle lave non ancora domate dal tempo. Attraverso i massi frastagliati e i lastroni che si rizzavano lungo il percorso, le bestie cercavano con fatica un precario passaggio”. Così scriveva Goethe nel lontano 1787 durante l’escursione ai Monti Rossi, dopo essere stato dissuaso dall’intraprendere la salita fino ai crateri sommitali.

L’ascesa alla cima dell’Etna fino agli albori del 1900 era considerata un’impresa non da poco. A causa della mancanza di strade e di mezzi adatti, raggiungere i crateri sommitali del vulcano era particolarmente dispendioso sia in termini di tempo che di energie.
Immagina di dover partire da Nicolosi (700 m.s.l.m.) a dorso di un mulo e percorrere tutta la strada che oggi porta al Rifugio Sapienza e poi ancora fino a Torre del Filosofo (poco più di 2’900 m.s.l.m.), allestendo campi base per strada, fino all’impegnativa scalata finale all’area sommitale (3’330 m.s.l.m.). Diversi giorni di cammino e tanta, tanta preparazione. Insomma, una specie di spedizione alpinistica sull’Everest dei giorni nostri!

Eppure, nonostante l’estrema difficoltà, l’ascesa alla cima del vulcano era considerata una tappa fondamentale per tutti i nomi illustri della storia culturale europea, che hanno avvertito l’irresistibile urgenza di confrontarsi con l’Etna ricorrendo alle più diverse forme espressive: dal racconto mitologico al poema naturalistico, dall’indagine scientifica alla narrativa, passando dalla filosofia e dalla poesia, fino al cinema.

Nel corso degli ultimi secoli il progresso ha fatto sì che quella che prima era un’esperienza per pochi potesse diventare accessibile a tutti. Via via sono state costruite strade e sentieri, sono sorti rifugi e aree turistiche; l’uomo ha impresso sempre più la sua impronta in un ambiente selvaggio e inospitale e chissà cosa esclamerebbe oggi Goethe se scoprisse che con la funivia potrebbe arrivare in pochi minuti alla quota di 2’500, per poi essere accompagnato comodamente in furgone fino alla base del Cratere Centrale!

Tuttavia, la semplicità con la quale oggi è possibile raggiungere l’area sommitale del nostro vulcano nulla ha tolto alla singolarità di quest’esperienza. Solo chi ha provato l’emozione di arrivare in cima e osservare con i propri occhi l’interno dei crateri è in grado di descrivere fascino, l’unicità e la magia di questo spettacolo, reso ancora più ineguagliabile da un panorama a 360 gradi che spazia dal centro della Sicilia abbracciando le isole Eolie e arrivando fino in Calabria.

Mare e montagna spesso suonano come due poli opposti, due diversi modi di immaginare una vacanza e il divertimento in generale. Ma ci sono alcuni posti nel mondo in cui queste due realtà così diverse sono più vicine di quanto possa sembrare, posti speciali in cui è possibile sciare… vista mare! Ebbene, uno di questi posti speciali è l’Etna. Qui, oltre all’ebbrezza unica di sciare su un vulcano attivo, si può avere il privilegio di una vista mozzafiato sul mar Ionio, un’occasione davvero imperdibile soprattutto per gli amanti dello scialpinismo.

Sciando sulle piste di Piano Provenzana, quando il cielo è sgombro da nubi, puoi ammirare la città di Taormina e la costa calabra con un contrasto unico tra il blu del mare e il bianco splendente della neve. Alle tue spalle la spettacolare Pineta Ragabo fa da cornice insieme al nero intenso della roccia vulcanica.

Data la vicinanza con il mare, può capitare che nelle giornate di primavera, dopo aver goduto di una giornata sulle piste con l’ultima neve della stagione e dopo aver sfilato gli scarponi ci si ritrovi poi al tramonto a rilassarsi gustando un’ottima granita sul lungomare.