Tony Leone mette in mostra la Sicilia da Tourì

14 novembre 2017
Stories

Per raccontare la Sicilia più vera servono occhi grandi, sensibilità grande e l’impellenza di voler raccontare la bellezza attraverso istantanee suggestive. Qualsiasi sia il mezzo, il fotografo Tony Leone sceglie di scattare e riproporre scene di vita quotidiana isolana. Che potrai ammirare nella mostra fotografica ospitata da Tourì, info point e boutique turistica nel cuore di Catania. Lo abbiamo intervistato per sapere di più delle sue ispirazioni, dei luoghi che gli sono cari e di quei luoghi segreti che lo ispirano.

 

Tony, raccontaci di te. Quando hai cominciato, quali le principali ispirazioni e cosa ti ha fatto innamorare delle fotografia?
Sono rimasto affascinato dalla macchina fotografica già da piccolo. All’inizio era solo un hobby divenuto presto passione, sviluppata con l’ingresso in quel luogo magico che era la camera oscura. Negli esordi la fotografia mi permetteva di archiviare i ricordi, ma con il tempo ha assunto una diversa valenza.

Mi piace osservare la gente e fotografarla nella spontaneità dei gesti quotidiani. Non amo le pose e pertanto cerco di scattare con discrezione per ottenere ciò che voglio raccontare. Si crea una strana relazione con quei soggetti fotografati per strada e che spesso mi capita di rivedere, inconsapevoli del fatto che io li conosco bene per aver catturato un istante della loro vita in un fotogramma.

Non riuscirei a pensare ad un mondo senza fotografia, questa è la mia forma personale di comunicazione, é il medium che permette di raccontare e di evocare visivamente il mio mondo interiore. La macchina fotografica è il mio strumento, come il pennello per il pittore o la macchina da scrivere per lo scrittore.  Non importa che apparecchio uso, ma il risultato che posso ottenere. Come suggerisce Bresson, “devi ricercare la semplicità espressiva attraverso la semplicità dei mezzi”.

Tre aggettivi che descrivono la tua Sicilia?
Creativa, bella, magnetica
.  Tre aggettivi per descrivere la nostra terra sono insufficienti,  ne occorrerebbero molti di più.

Cosa consiglieresti come ‘imperdibile’ ad un turista che per la prima volta visita la Sicilia?
L’isola di Ortigia,
è  un luogo che amo. L’atmosfera che si respira nelle piazze e nei vicoli della città  è unica. Le isole sono incomparabili e non possono essere escluse da una visita in Sicilia. Ma se dovessi indicare un posto imperdibile suggerirei una visita ai mercati storici che si trovano un po’ dappertutto. La tradizione del mercato all’aperto in Sicilia risale al regno Saraceno del IX secolo, il che spiega la  stretta somiglianza con i souq arabi. I mercati sono una miscellanea di suoni, odori e colori. Un ottimo posto per assorbire l’atmosfera locale, anche se poi non si acquista nulla.

Possiamo ammirare la tua mostra da Tourì. Perchè si chiama“Travel Room”?
Travel Room è il mio racconto di viaggio, Tourì mi ha invitato ad esporre presso il loro spazio e guardando la parete ho subito immaginato di raccontare la Sicilia esponendo alcuni miei scatti disposti sul muro come se si trattasse di una stanza dei ricordi. Ho quindi cercato ovunque cornici da adattare ad ogni foto seguendo una logica ben precisa. “Le foto e la scelta delle cornici identificano una precisa scelta espressiva da installazione artistica e non da decorazione parietale” , come ha ben commentato Orazio Crispo.

Come la fotografia può, secondo te, incentivare la conoscenza di un territorio e, di conseguenza, il turismo?
Si tratta dello strumento perfetto, prova ne sono i cataloghi e le pagine web che tendono ad illustrare i luoghi facendone un larghissimo uso. Quella siciliana è una storia di dominazioni di greci, arabi e normanni che hanno lasciato varie stratificazioni fatte cultura tradizioni, gastronomia. Storia e miti si intersecano e lo si percepisce ovunque. La fotografia consente di documentare e raccontare tutto questo.

 

Leggi di più sull’installazione Travel Room.