Wondertime Catania, il tempo delle meraviglie

14 settembre 2017
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Se nella conversazione con Rossella Pezzino De Geronimo – anima e founder del progetto Wondertime che si svolgerà fino al prossimo 9 ottobre in giro a Catania – i termini più ricorrenti sono fuoco, blu mare o cielo, rinascita, c’è più di un motivo.

La mostra diffusa – di cui siamo media partner con CityMap Sicilia, – vede coinvolti i luoghi più comuni, ma soprattutto quelli più suggestivi e inusuali della città. Ed è letteralmente un tentativo di catarsi per la città e un superamento di un periodo brutto per la founder del progetto, che prende il via dagli elementi che meglio caratterizzano la nostra città: il fuoco dell’Etna, il blu del mare e del cielo che domina il barocco, il desiderio di rivalsa e la propensione all’arte che anima e stimola l’evoluzione sotterranea di Catania.

Una rigenerazione di chi ha concepito questa mostra diffusa, che coinvolge 130 artisti di fama nazionale ed internazionale, decine di siti attivi e arti che spaziano dalla musica cantautoriale al teatro, dal ballo alle arti figurative e arriva a un cambiamento ideale della città tutta. Per proporre una Sicilia che sappia di bellezza, che alla bellezza educhi, che dalla bellezza si rigeneri e ammali turisti e cittadini che la visitano con occhi nuovi. Abbiamo amabilmente conversato proprio con Rossella Pezzino De Geronimo, imprenditrice, fotografa, artista e cuore pulsante di  questo “paese delle meraviglie” chiamato Wondertime Catania, “un dono che ho voluto fare alla città di Catania”.

 

Rossella, il nome Wondertime è già di per sé  portatore di numerose istanze.

Già. Per Catania come il “paese delle meraviglie” ho un desiderio personale e, mi auguro, collettivo: che i cittadini alzino gli occhi e vedano e si nutrano delle bellezze che – malgrado il degrado e le fratture della città che esistono – si spandono dalle cupole alle chiese fino al porto. E che possano riscoprirle in maniera diversa, grazie al nostro folto calendario di eventi. Vorrei svegliare la bella addormentata nel bosco, migliorare il commercio: ecco perché abbiamo messo in vetrina gli artisti. Perché hanche il cittadino meno attento all’arte, camminando, rimanga colpito o riesca ad emozionarsi di fronte a ciò che non conosce. Volevo inserire arti visive e sceniche con musica classica, barocca, cantautoriale in luoghi in cui non ti aspetteresti.

Quali luoghi, ad esempio?

Abbiamo scelto luoghi meno conosciuti come le Terme della Rotonda dove abbiamo fatto delle mostre sugli ologrammi. O il cinema Multisala King e due proiezioni gratuite di livello o Land che ospiterà il concerto gratuito di Mario Incudine, cantautore che descrive esattamente la Sicilia che vorrei. O lo spettacolo teatrale di Francesca Ferro che si esibirà sul molo di San Giovanni Li Cuti. O un workshop per bambini sull’ecosostenibilità presso LAD, il magnifico progetto di Emilio Randazzo e della moglie Cinzia concepito per accogliere i bambini con malattia oncologica e le loro famiglie. O un laboratorio sul self-marketing per ragazzi dai 25 ai 35 anni, in collaborazione con la Link Campus University.

Una raggiante Catania, per parafrasare Carmen Consoli.

E bruciante, anche. Credo che Catania abbia potenzialità notevoli: vuole mettere il fatto che è una città che sorge ai piedi di un vulcano attivo? Energia creativa allo stato puro, che rende vulcanici noi stessi.

Energia vitale come evento catalizzatore per far ripartire anche la fruizione del turismo?

Certamente. Emozione ed iniezione di energia contemporanea, di buoni propositi, di voglia di fare. I negozi, ad esempio, da shop diventano esposizioni impreviste. I luoghi diventano luoghi altri: l’arte che fluisce e il flusso del cambiamento, insomma. E che il turista può ammirare e portare a casa come ricordo di viaggio da raccontare ai conterranei che vorranno, chissà, visitare a loro volta la città.

E poi c’è anche l’attenzione all’ambiente, a lei tanto cara.

Design è rigenerazione, ecosostenibilità. A partire dalla pubblicità dell’evento: ecosostenibile, solo online e attraverso una macchina elettrica che attraverso il megafono comunica gli eventi della giornata.

Un progetto positivo che sta già riscuotendo molto successo, ma che parte da un evento negativo.

Proprio così. Wondertime nasce in un momento in cui dopo un brutto incidente ero immobilizzata a letto. La malattia mi ha portato a una voglia di mutamento, rinascita, spinta che ha generato questo evento. Mi sono idealmente paragonata alla città fratturata e dal letto d’ospedale ho creato qualcosa che sentivo mio e che sentivo di voler condividere. Vorrei che questo mio evento personale servisse da spinta: in fondo credo che i catanesi dovrebbero sempre più pensare che le cose belle e che fanno bene vanno condivise come antidoto all’egoismo e alla non crescita.

Perchè ha scelto un uovo come simbolo dell’evento?

Si tratta di un bozzetto di un mio ologramma non ancora realizzato e che è esposto alle Terme della Rotonda. L’ho scelto perchè l’uovo è simbolo della vita e della sacralità. Il taglio verticale che attraversa l’uovo rappresenta il nostro percorso di crescita e tutte le nostre ferite, la nostra identità. L’uovo racchiude i quattro elementi: terra col guscio, acqua con l’albume, aria con la membrana aria e fuoco con il tuorlo. E poi c’è la salamandra, animale di potere che secondo una credenza antica riusciva ad attraversare il fuoco rimanendo illeso. L’ologramma si chiama “Il margine”, idealmente è il confine e al tempo stesso il limite da superare, la finestra su altri mondi.

Wondertime Catania è il suo dono a Catania. Cosa vuole regalare alla sua città?

Un mese di eventi trasversali. Ma soprattutto una traccia. Vorrei fosse contaminata d’arte, arricchita e istruita alla bellezza. Vorrei creare un appuntamento che possa riproporsi ogni anno. Vorrei essere partecipe di questa rinascita.

Qual è il suo “angolo di meraviglie” a Catania?

Ogni prospettiva dall’alto: i terrazzi  del Museo Diocesano e della Badia di  Sant’Agata sono il punto di congiunzione ideale tra terra e cielo. Non lo trova meraviglioso?