Come festeggiare Sant’Agata con i bambini?

31 gennaio 2017
Made by locals

A cura di Bianca Caccamese, Kids Trip

A Catania la festa di Sant’Agata per tre giorni coinvolge migliaia di persone (devoti e non), con processioni, spettacoli pirotecnici, sfilate, mercatini, celebrazioni, manifestazioni tra sacro e profano.

E i bambini? Come festeggiare con loro la “Santuzza”?

Quest’anno ho avuto occasione di seguire insieme ai miei figli alcuni eventi precedenti al clou della festa, durante i quali ho capito due cose:

    1. se chiedi ai bambini “chi è Sant’Agata?”, nella maggior parte dei casi la risposta è “mia nonna”.
    2. la storia si impara a tavola.

Agata è un nome molto diffuso nelle famiglie catanesi, ma i bambini che conoscono la storia alla quale è legato sono davvero pochi. Mi è piaciuto sentirla raccontare al Museo Diocesano dagli operatori dell’associazione Handir che, con uno spettacolo di marionette e cantastorie, hanno parlato di Quinziano il brutto marrano, Afrodisia la fashion designer e Agata la quindicenne innamorata di Gesù. Con parole semplici e a misura di bambino hanno spiegato perché Agata è la Santa Patrona di Catania e perché viene spesso rappresentata in una cella colpita da un raggio di luce.

Sull’iconografia della patrona di Catania, ho trovato molto poetica la mostra dal titolo “Buona”, allestita da Cartura in uno degli spazi di LAND LA Nuova Dogana; la mostra è visitabile tutti i giorni, dalle 16:00 alle 19:00, fino al 5 febbraio. Il percorso espositivo che Mastro Alfredo ha creato si sviluppa tra opere bidimensionali e sculture, tutte realizzate con materiale di riciclo. Tra le tante opere esposte uno dei figli è rimasto particolarmente colpito da quella intitolata “Altarino”, nella quale i suoi occhi di bambino hanno visto la storia di Cappuccetto Rosso, certamente più nota – ahimè – di quella di Sant’Agata! Il più piccolo dei miei bambini, invece, ha preferito su tutte quella intitolata “Mangiami”… rammaricandosi che i dolcini fossero di cartapesta!

Ed eccoci a un altro nodo centrale nel percorso di conoscenza dei bambini: il cibo. Che siano mangioni o meno, tutto ciò che ruota attorno all’alimentazione ha su di loro una presa fortissima! L’aneddoto dell’ulivo che diede riparo alla giovane Agata in fuga e le diede da sfamarsi, viene ricordato dai miei figli, e da tanti altri bambini, perché è legato ad un dolce molto consumato durante queste festività: le olivette di mandorle e zucchero. Io ho imparato la ricetta da mia nonna Agata e oggi la ripropongo ai miei figli, che sono sempre ben contenti di mettere le mani in pasta! La ricetta e la realizzazione  sono davvero molto semplici, se volete cimentarvi a prepararle con i vostri figli vi propongo la ricetta della mia amica Maria Rita Fortuna, educatrice e chef.

Buona festa da Kids Trip! Evviva Sant’Agata!

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Ingredienti:
500 grammi di mandorle pelate (o in alternativa la farina di mandorle)
300 grammi di zucchero semolato
colorante alimentare verde

Preparazione:

  1. Se hai un robot da cucina frulla le mandorle pelate alla massima velocità. Fai lo stesso con lo zucchero fino a renderlo impalpabile.
  2. Mescola farina di mandorle e zucchero aggiungendo un po’ di acqua a temperatura ambiente e due cucchiaini di colorante sino a rendere l’impasto omogeneo.
  3. Dopo aver creato un panetto compatto realizza piccole palline alle quali dare la forma di olive. Fai rotolare le olivette sullo zucchero semolato e, se riesci a non mangiarle subito, lasciale riposare per un po’, saranno buonissime!